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Stress e sicurezza sul lavoro, quanto incide l’emotività?

Quanto tempo passa in media un lavoratore qualsiasi sul luogo di lavoro? Potremmo dire buona parte della propria giornata, se non addirittura della propria vita. Il luogo di lavoro assume di conseguenza i contorni di ciò che rappresenta per la persona stessa: un luogo di piacere, dove sviluppare le proprie doti in alcuni casi, oppure profili assolutamente negativi in altri. Un cattivo ambiente di lavoro non giova a nessuno, lo dimostrano gli studi più recenti: in un ambiente di lavoro sano, dove il benessere del lavoratore è al centro, si produce di più.

Emotività e Stress

Una persona contenta è un lavoratore migliore

Non si tratta di un argomento privato, di una questione da relegare solo all’interno dei confini del luogo di lavoro: quella del benessere sul luogo di lavoro è una tematica attualissima  e “socialmente rilevante”, proprio per questo ad occuparsene è anche lo stesso Stato Italiano. Per quanto in ritardo rispetto ad altri paesi europei e nei confronti del sottoscritto Accordo Europeo sullo Stress sul Lavoro (2004), l’Italia ha cominciato a colmare le distanze nel 2008, quando si è introdotto il decreto legislativo 81Testo Unico sulla Sicurezza e sulla Salute delle Lavoratrici e dei Lavoratori“, modificato successivamente dal decreto legislativo 106/2009. In questi testi si definisce essenziale nella stesura del DVR (Documento Valutazione dei Rischi) la partecipazione del medico competente, con obbligo di valutazione dello Stress-Lavoro Correlato, dal 1 gennaio 2011.

Possibili rimedi all’assenteismo frequente e alle malattie professionali

Ansia e depressione sono in largo aumento nella società occidentale, con conseguente largo assenteismo e livello ridotto della prestazione personale. Attraversiamo un’epoca in cui l’economia, il mercato, ed il loro motore, cioè il lavoro, sono stati messi al centro dell’universo-vita. Non è buona pratica di un filosofo della decrescita il rimettere al centro la persona, ma un’idea che potrebbe comportare una maggiore efficienza delle proprie risorse. Tutte le persone in buona salute mentale sono capaci di fare fronte a situazioni di difficoltà e stress emotivo di breve durata; sta al datore di lavoro capire le differenze, i caratteri, le possibilità ed intervenire, comunicando per “fare sicurezza” con vere doti di leadership emotiva, nel caso in cui non sia addirittura possibile prevenire o ridurre notevolmente la presenza di un fattore di stress. L’intervento del datore di lavoro può essere personale, ma anche ramificato attraverso i dirigenti, distribuendo questionari anonimi ai dipendenti e proponendo corsi di formazione sulla gestione dello stress agli stessi. Necessario oggi è costruire la sicurezza mediante le relazioni umane, fortificando la capacità di reagire in team alle difficoltà.

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