Il Lavoratore secondo la Sicurezza sul Lavoro

Il concetto di Lavoratore, così come era concepito nel 1899, anno del primo emendamento inerente alla prevenzione infortuni, ad oggi è assai mutato.

Tornando per un attimo all’emendamento del 1899, esso sanciva che i lavoratori sono: “Coloro che a macchine mosse da agenti inanimati prestano la loro opera“. A distanza di oltre un secolo, l’articolo 2 del D.Lgs. 81/08, dà questa definizione di lavoratore:

persona che, indipendentemente dalla tipologia contrattuale, svolge un’attività lavorativa nell’ambito dell’organizzazione di un datore di lavoro pubblico o privato, con o senza retribuzione, anche al solo fine di apprendere un mestiere, un’arte o una professione, esclusi gli addetti ai servizi domestici e familiari“.

Non è tutto: lo stesso chiarisce anche quali altre figure sono equiparate al Lavoratore: il socio lavoratore di cooperativa o di società, anche di fatto, l’associato in partecipazione di cui all’articolo 2549, e seguenti del codice civile; il soggetto beneficiario delle iniziative di tirocini formativi e di orientamento , ecc.

I Diritti del Lavoratore

diritti del Lavoratore scaturiscono dai dettami del D. Lgs. 81/08:

  • astenersi dal riprendere l’attività lavorativa in quelle situazioni in cui persiste un pericolo grave ed immediato;
  • allontanarsi dal posto di lavoro, senza subire alcun pregiudizio, nel caso in cui sia presente un pericolo grave, immediato e inevitabile;
  • prendere misure adatte a scongiurare le conseguenze di un pericolo grave ed immediato qualora non sia possibile contattare un superiore gerarchico senza subire pregiudizi per tale comportamento (sempre che non vengano dimostrate gravi negligenze);
  • chiedere di essere sottoposto a visita medica personale, a seguito di una documentata connessione con rischi professionali.

Ma il lavoratore gode anche di altri diritti. Patrimoniali, per esempio: quelli inerenti alla retribuzione e al TFR che devono essere certi, inderogabili e proporzionali al lavoro svolto.

A cui fanno seguito i cosiddetti diritti personali: quelli, cioè, che garantiscono l’integrità fisica e la salute. Siamo nel campo dei riposi giornalieri, settimanali e festivi. Ma anche della formazione, della libertà d’opinione, della possibilità di conservare il posto di lavoro. Ultimi, ma non meno importanti, i diritti sindacali che non hanno bisogno di presentazioni.

Obblighi del Lavoratore

Naturalmente, il lavoratore non ha solo diritti, ma anche doveri:

  • prestare la propria attività lavorativa: “il lavoratore è tenuto ad adempiere a quanto previsto nel suo contratto individuale.
  • obbligo di diligenza: La prestazione lavorativa deve essere resa con la massima attenzione e precisione possibile.
  • obbligo d’obbedienza: il lavoratore è tenuto all’adempimento di quanto disposto dal datore di lavoro o dalle persone da esso preposte a tal fine.
  • obbligo di fedeltà: in buona sostanza si tratta di tutelare gli interessi del datore di lavoro e di tenere un comportamento leale nei suoi confronti.
  • obblighi di sicurezza: il lavoratore è tenuto a prendersi cura delle propria ed altrui sicurezza, ricordando che le proprie azioni od omissioni possono avere effetti dannosi sulle altre persone presenti all’interno del luogo di lavoro.

Le Responsabilità del Lavoratore

La responsabilità è definita come la capacità di prevedere gli effetti del proprio comportamento e correggere lo stesso in funzione di tale previsione.

La responsabilità del lavoratore non è dissimile da quella di qualunque altra figura: adottare comportamenti che siano tipici del buon padre di famiglia. In un mondo lavorativo che fa pieno affidamento sulla valutazione delle situazioni e dei potenziali rischi che da queste possono generarsi, agire con responsabilità è un “must”.

Per la verità, non dovrebbe esserci bisogno di una normativa per questo, agire con criterio dovrebbe essere un fatto assodato, un qualcosa che fa parte del nostro DNA, ma non sempre è così. Le morti sul lavoro sono lì a ricordarcelo. Frutto, molto spesso, di comportamenti irresponsabili, di situazioni pericolose sottostimate e condotte figlie dell’approssimazione. Spetta anche (ma non certo solamente) al lavoratore adoperarsi perché un comportamento responsabile faccia sì che di lavoro non si muoia.

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