Nel panorama della sicurezza sul lavoro, l’impiego di dispositivi uomo a terra per proteggere figure a rischio come gli operatori isolati sono sempre più importanti. Ma cosa sono questi dispositivi, come funzionano, cosa prevede la normativa e quali obblighi formativi comportano per le aziende?

Cos’è il dispositivo uomo a terra e a cosa serve

Il dispositivo uomo a terra (noto anche come man down device) è uno strumento elettronico progettato per rilevare automaticamente situazioni di emergenza in cui un lavoratore perde conoscenza, subisce un infortunio grave o si trova in stato di immobilità prolungata.
Il suo scopo è semplice quanto vitale: inviare un allarme (a colleghi, responsabili di turno, centrali operative o sistemi di emergenza) per attivare soccorsi tempestivi, anche in assenza di supervisione diretta.
Quando è indispensabile?
Ogni volta che un lavoratore:

  • opera da solo in ambienti isolati,
  • lavora in spazi confinati o aree ad alto rischio,
  • è fuori portata visiva o sonora rispetto ad altri colleghi,
  • non ha la possibilità di comunicare autonomamente un’emergenza.

Chi è l’operatore isolato

L’operatore isolato (o lavoratore solitario) è un soggetto che svolge un’attività senza il supporto diretto o la presenza di altri lavoratori nelle vicinanze, in condizioni in cui eventuali infortuni o malori non possono essere rilevati da terzi in tempi utili.
Non si tratta di una figura professionale specifica, ma di una condizione di lavoro che può interessare:

  • addetti alla manutenzione,
  • tecnici in trasferta o in turni notturni,
  • vigilanti e addetti alla sicurezza,
  • operatori nei servizi ambientali o nei cantieri temporanei e mobili.

 

Cosa dice la normativa

Riferimenti normativi
L’uso dei dispositivi uomo a terra rientra nell’obbligo generale di tutela della salute e sicurezza dei lavoratori, come previsto dal D.Lgs. 81/08 (Testo Unico sulla Sicurezza).
Art. 18, comma 1, lettera z) – Il datore di lavoro deve “adottare le misure necessarie ai fini della prevenzione incendi e dell’evacuazione dei luoghi di lavoro, nonché in caso di pericolo grave e immediato, assicurandosi che i lavoratori possano abbandonare immediatamente il posto di lavoro”.
Inoltre, l’Art. 43 impone l’obbligo di predisporre un sistema di pronto soccorso adeguato anche in situazioni di emergenza che coinvolgono lavoratori isolati.
La Circolare del Ministero del Lavoro n. 42/2010 ribadisce l’importanza di adottare strumenti tecnologici per la tutela degli operatori isolati, tra cui i dispositivi uomo a terra.
Conclusione normativa: anche se non è nominato esplicitamente, il dispositivo uomo a terra è implicato come obbligo indiretto quando l’attività prevede situazioni di rischio per operatori isolati.

Com’è fatto e come funziona il dispositivo uomo a terra

I dispositivi uomo a terra possono avere diversi formati, palmare, che si può portare alla cintura o indossabile, che si può usare come un braccialetto, un pendente o un badge.
Funzionalità tipiche:

  • Sensore di immobilità: rileva assenza di movimento prolungata
  • Sensore di inclinazione: segnala cadute o posture anomale
  • Pulsante SOS: per allarme manuale
  • Geolocalizzazione: per identificare la posizione dell’operatore
  • Comunicazione automatica: invio di allarme via rete di telefonia Mobile, Wi-Fi o entrambe

I metodi di segnalazione dell’allarme sono differenti e possono variare dall’instaurazione di una comunicazione in viva voce all’invio di un SMS di testo con il link alla posizione passando per la visualizzazione dell’allarme su una piattaforma dedicata.

Dove va posizionato il dispositivo uomo a terra

Il posizionamento corretto è fondamentale per il corretto funzionamento e dipende dalla tipologia di lavoro e dallo scenario in cui deve essere usato. Il dispositivo può quindi essere:

  • portato alla cintura
  • indossato al polso o al braccio (per i wearable),

Importante: il dispositivo deve rimanere aderente al corpo e libero da ostacoli, per rilevare correttamente movimenti, inclinazioni e assenza di attività.

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Conclusione

Il dispositivo uomo a terra non è solo una tecnologia utile, ma uno strumento cruciale per salvare vite e per rispettare gli obblighi previsti dalla legge. Identificare gli operatori isolati, dotarli di strumenti adeguati e formarli correttamente è oggi una priorità per ogni azienda attenta alla sicurezza.

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